Sere fa mi trovavo a un concerto e ancora una volta si rinnovava in me la profonda emozione del sentire come diverse “voci”, ognuna con le proprie caratteristiche, progressivamente trovi un perfetto equilibrio con le altre. All’inizio timidi accordi, il lento affacciarsi di ogni singolo strumento all’interno di un complesso, il lento conoscersi, la ricerca di una frequenza comune. Poi l’armonia che cresce, i suoni che sembrano naturalmente mescolarsi l’uno con l’altro e in questo sciogliersi diventano sempre più meravigliosi. Ed ecco apparire una voce in mezzo ai suoni, dapprima sommessa poi, proprio grazie a quei suoni che la sostengono e la amplificano, espandersi e trovare tutta la sua potenza e la sua estensione, riuscire ad esprimere tutte le sue più splendide sfumature.
Ascoltavo con rinnovata meraviglia questo crescendo e pensavo a quanto, così come nella musica, anche nello sviluppo e nella realizzazione del sé solo l’incontro con l’altro possa garantirne la piena espressione. Così come una voce trova il suo pieno splendore nell’essere esaltata dagli strumenti che la sostengono, così ogni persona ha bisogno di “altri” capaci di rimandarle le sue speciali particolarità, il suo essere unica; altri in grado di sostenerla nelle “note” più difficili così come di partecipare ai suoi momenti più gioiosi; altri che arricchiscano il suono unendosi con il loro e regalando sfumature che, in loro assenza, non potrebbero divenire visibili. È solo nell’incontro con l’altro che ognuno arriva ad esprimere fino in fondo la sua unica e irripetibile voce, una voce che allora trova tutta la sua forza e la sua originalità.
Dott. ssa Barbara Bonacina